La storia di Expo ovvero delle esposizioni universali

Expo è la forma abbreviata del termine exposition  che sia in inglese che in francese indica un’esposizione pubblica.
La prima esposizione universale riconosciuta ufficialmente nella storia risale al 1851 e si tenne a Londra. Fu chiamata “La grande esposizione delle opere dell’industria di tutte le nazioni” (Great Exhibition of the Works of Industry of all Nations) ma più semplicemente viene nominata come “La grande esposizione universale di Londra”.

expo - londra - 1851

Palazzo di Cristallo, Londra – 1851

Fecero seguito numerose altre esposizioni universali, nel segno dell’Educazione, Innovazione e Cooperazione. Ma furono proprio tutte così? Oggi si tende ad inquadrare questi eventi nel periodo storico di appartenenza e soprattutto la linea di demarcazione è fissata nella nascita della BIE (Bureau International des Expositions). La BIE è un’organizzazione creata nel 1928 da 31 Paesi che sono cresciuti fino agli attuali 168 a testimonianza del successo e dell’importanza degli Expo nel tempo. Compito dell’organizzazione (cito testualmente dal sito della BIE) è “garantire la qualità e il successo di questi eventi mondiali, tutelare i diritti degli organizzatori e partecipanti e preservare i loro valori fondamentali di educazione, innovazione e cooperazione”.
La BIE stessa quindi divide gli Expo storici in tre momenti fondamentali:

  1. 1851 – 1930
  2. 1933 – 1968
  3. 1970 – 2015

Ecco l’elenco degli Expo del primo periodo (1851 – 1930) precedente la creazione della BIE

  1. 1851 (Londra – Gran Bretagna)
  2. 1855 (Parigi – Francia)
  3. 1862 (Londra – Gran Bretagna)
  4. 1867 (Parigi – Francia)
  5. 1873 (Vienna – Austria)
  6. 1876 (Filadelfia – USA)
  7. 1878 (Parigi – Francia)
  8. 1880 (Melbourne – Australia)
  9. 1888 (Barcellona – Spagna)
  10. 1889 (Parigi – Francia)
  11. 1893 (Chicago – USA)
  12. 1897 (Bruxelles – Belgio)
  13. 1900 (Parigi – Francia)
  14. 1904 (Saint Louis – USA)
  15. 1905 (Liegi – Belgio)
  16. 1906 (Milano – Italia)
  17. 1907 (Bruxelles – Belgio)
  18. 1911 (Torino – Italia)
  19. 1913 (Ghent – Belgio)
  20. 1915 (San Francisco -USA)
  21. 1929 (Barcellona – Spagna)
  22. 1933 (Chicago – USA)

Leggendo l’elenco saltano subito agli occhi alcune considerazioni. La prima è che alcune città sono state protagoniste indiscusse. Parigi ha ospitato l’esposizione universale per ben cinque volte. Mentre Barcellona, Bruxelles, Chicago e Londra due volte.
Protagonisti lo sono stati sicuramente alcuni stati: Francia  e USA (5), Belgio (4), Spagna e Italia (2). E gli altri Stati?
Inoltre le date non sono ad intervalli regolari.
La spiegazione? le regole non erano ancora state scritte e quel periodo storico era legato alla Rivoluzione industriale e al colonialismo. E quindi indovinate quali erano i padiglioni di maggior successo? quelli delle nazioni che potevano vantare i maggiori progressi tecnologici ma anche quelli che potevano mettere in mostra l’esotismo delle loro colonie e i cosiddetti “popoli primitivi”.  Questi primi 80 anni di storia di Expo hanno visto l’inaugurazione del Palazzo di Cristallo di Londra, della Tour Eiffel di Parigi, della Ruota panoramica di Chicago  …   E hanno fatto conoscere meglio al grande pubblico le tappe miliari del progresso scientifico-tecnologico: le prime lavatrici, l’ascensore, il grammofono, il telegrafo senza fili, l’aereo dei fratelli Wright, il cannone dei Krupp … strumenti che ormai fanno parte della nostra quotidianità e che in qualche caso sono stati superati ma vi immaginate l’impatto per quei tempi?

Vediamo ora l’elenco degli Expo del periodo successivo alla creazione della BIE

  1. 1935 (Bruxelles – Belgio)
  2. 1937 (Parigi – Francia)
  3. 1939 (New York – USA)
  4. 1949 (Port-Au-Prince – Haiti)
  5. 1958 (Bruxelles – Belgio)
  6. 1962 (Seattle – USA)
  7. 1967 (Montreal – Canada)
  8. 1970 (Osaka – Giappone)
  9. 1992 (Siviglia – Spagna)
  10. 2000 (Hannover – Germania)
  11. 2010 (Shangai – Cina)
  12. 2015 (Milano – Italia)
  13. 2020 (Dubai – Emirati Arabi)

Anche in questo caso gli appuntamenti non sono regolari. Il che ci fa capire che le regole (gli Expo si susseguono ogni 5 anni e hanno durata di 6 mesi, ogni volta si affronta una competizione di cui l’arbitro indiscusso è la BIE, il soggetto è proposto dal paese ospitante … ) sono molto recenti.
Qualche cosa però era destinato a cambiare, radicalmente. La tecnologia era sempre al centro dell’attenzione ma la tecnologia era vista ora come mezzo per promuovere il progresso dell’umanità e il dialogo internazionale. La cooperazione divenne sempre più importante. A questo punto anche gli “uomini primitivi” furono i protagonisti di Expo ma come attori, non fenomeni da baraccone. Nei vari appuntamenti mondiali ci fu il momento della televisione, del nylon, dell’aria condizionata, della fotografia a colori …. ma anche il momento dei viaggi spaziali. Bruxelles nel 1958 segnò una svolta sostanziale perché lo sviluppo tecnologico fu visto per la prima volta secondo il concetto della sostenibilità. Pensate da quanto tempo si parla di sostenibilità e quanto sia ancora difficile, per certi aspetti, farlo assimilare compiutamente ad alcuni. L’Expo di Hannover nel 2000 ha legato il suo nome a quello di Agenda 21, sempre nel campo della sostenibilità. Mentre lo scopo di Aichi nel 2005 è stato far capire al grande pubblico come sia vantaggioso progettare la tecnologia in armonia con la natura. Lo sviluppo sostenibile delle città è stato il grande tema nel 2010 dell’Expo di Shangai. In questi giorni tocca a Milano e all’Italia con una grande sfida, sempre nell’ottica dello sviluppo sostenibile: nutrire il pianeta, energia per la vita!

Inoltre voglio sottolineare che ci sono molte differenze tra l’esposizione universale e l’esposizione internazionale. Queste ultime sono fissate in una data intermedia tra due Expo e hanno un tema più limitato e un periodo più breve (tre mesi). Di seguito l’elenco tratto dal sito ufficiale della BIE

  1. 1936 (Stoccolma – Svezia)
  2. 1938 (Helsinki – Finlandia)
  3. 1939 (Liegi – Belgio)
  4. 1947 (Parigi – Francia)
  5. 1949 (Stoccolma – Svezia)
  6. 1949 (Lione – Francia)
  7. 1951 (Lille – Francia)
  8. 1953 (Gerusalemme – Israele)
  9. 1953 (Roma – Italia)
  10. 1954 (Napoli – Italia)
  11. 1955 (Torino – Italia)
  12. 1955 (Helsinborg – Svezia)
  13. 1956 (Beit Dagan – Israele)
  14. 1957 (Berlino – Germania)
  15. 1961 (Torino – Italia)
  16. 1965 (Monaco – Germania)
  17. 1968 (San Antonio – USA)
  18. 1971 (Budapest – Ungheria)
  19. 1974 (Spokane – USA)
  20. 1975 (Okinawa – Giappone)
  21. 1981 (Filippopoli – Bulgaria)
  22. 1982 (Knoxville – USA)
  23. 1984 (New Orleans – USA)
  24. 1985 (Tsukuba – Giappone)
  25. 1985 (Filippopoli – Bulgaria)
  26. 1986 (Vancouver – Canada)
  27. 1988 (Brisbane – Australia)
  28. 1991 (Filippopoli – Bulgaria)
  29. 1992 (Genova – Italia)
  30. 1993 (Taejon – Corea)
  31. 1998 (Lisbona – Portogallo)
  32. 2005 (Aichi – Giappone)
  33. 2008 (Saragozza – Spagna)
  34. 2012 (Yeosu – Corea)
  35. 2017 (Astana – Kazakistan)

Fatta chiarezza sulle differenze tra le esposizioni mondiali e le esposizioni internazionali, non ci resta che percorrere storicamente i principali eventi. Un bellissimo viaggio seguendo l’evoluzione della scienza e della tecnica.

Loretta Sebastiani

English version 

Attribuzione dell’immagine

“Crystal Palace”. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Crystal_Palace.PNG#/media/File:Crystal_Palace.PNG

Sitografia

http://www.bie-paris.org/site/en

http://www.ansa.it/canale_expo2015/notizie/milano_2015/storia.html

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